L’amore Nascosto (Colonna Sonora) L’amour caché – La Croisette (2009)

Riccardo Fassi – “L’amore nascosto” – DCLC 712

Valutare una colonna sonora al di fuori del contesto filmico è sempre impresa piuttosto difficile dal momento che trattasi di musica scritta proprio per accompagnare immagini. Di qui l’innegabile realtà che solo pochi soundtrack mantengono il loro valore di per sé … e la cosa vale ovviamente anche nel mondo del jazz con le dovute eccezioni. Una di queste è rappresentata dalla musica scritta da Riccardo Fassi per “L’amore nascosto” , un film di Alessandro Capone con Isabelle Huppert, e pubblicata in un CD uscito proprio in questi giorni. L’album del musicista varesino, oramai “naturalizzato” romano, presenta molte pagine davvero interessanti che ne giustificano un ascolto attento ed interessato. Fassi è, in effetti, compositore fecondo e creativo, capace di comporre melodie affascinanti così come brani dalla struttura complessa; ecco, nell’album in oggetto, il tema principale è di sicura presa ed in questo caso la ripetitività aiuta l’ascolto. A ciò va aggiunta la bravura degli esecutori : un quartetto jazz con Riccardo Fassi pianoforte e tastiere, Gianluca Renzi basso, il regista Alessandro Capone batteria e Max Ionata al sax tenore e soprano, che si esaltano in alcune improvvisazioni, pratica di certo non comune nelle colonne sonore, e un classico quartetto d’archi con Roberto Granci e Carlo Rizzari violino, Michael Kornel viola e Giuseppe Tortora cello. Alcuni pezzi evidenziano particolarmente l’interplay dei “jazzisti”; così, ad esempio, la terza ripresa di “Sophie” presenta un fitto ed entusiasmante dialogo tra il piano di Fassi la batteria di Capone e soprattutto il basso di Renzi che dimostra di aver oramai raggiunto livelli di assoluta eccellenza. Dal canto suo, il sassofonista Max Ionata si fa ammirare in diversi brani tra cui la ‘free version’ di “Danielle” e l’ultima ripresa di “Amour”.

Certo, dei brani avrebbero avuto bisogno di un maggiore sviluppo come la terza ripresa di “Danielle”, che sembra interrompersi di colpo evidentemente per ragioni filmiche, ma ciò nulla toglie alla valenza di un album più che dignitoso. (Gerlando Gatto)

“L’amour caché”, L’amore nascosto, è una produzione tra Italia, Belgio e Lussemburgo. Recitato in francese il film, in concorso alFestival di Roma, è diretto dall’italiano Alessandro Capone, regista che abbiamo visto recentemente nei cinema con Feisbum: aveva firmato infatti uno degli episodi dell’instant-movie su Facebook.Isabelle Huppert è la protagonista di questa pellicola che vede nel cast anche Greta Scacchi e Mélanie Laurent.
LA TRAMA
Danielle è una donna ricoverata in una clinica privata dopo il terzo tentativo di suicidio. Odia sua figlia Sophie, con la quale non è mai riuscita a costruire un rapporto, e per questo si è inflitta un silenzio inviolabile, autorelegandosi in un mondo chiuso e sterile, senza reazioni, senza bisogni, senza futuro.
La giovane psichiatra che l’ha in cura però non vuole rassegnarsi a perderla, e la convince a tentare almeno di mettere per iscritto i suoi pensieri. Tanto basta alla psichiatra per comprendere che Danielle è ancora totalmente assorbita dal ruolo di madre, a tal punto e così enigmaticamente da considerare sua figlia come una figura invasiva e lacerante nella sua attuale realtà.
Intanto Danielle, con estrema fatica ma in modo sempre meno sconnesso, e sempre più coinvolgente emotivamente, riesce a trovare le parole per spiegare e capire le radici del suo disagio, del suo male di vivere, del suo desiderio di morte.
L’infanzia isolata e difficile, un matrimonio affrettato e la gravidanza non scelta consapevolmente ma subìta, la rottura con suo marito, le crescenti difficoltà di rapporto con Sophie, l’abisso d’incomprensione e d’intolleranza spalancatosi tra loro…
Il lento processo di autoanalisi sollecitato dalla giovane psichiatra viene però minato da alcune inaspettate, deflagranti visite di Sophie: la ragazza s’ostina a considerare sua madre non come una malata, ma come una figura psicologica reale. Interagisce senza filtri, senza pietà.
Così grande è l’ostilità tra le due donne, ancora così aperte si mostrano le ferite del loro rapporto, da accecare la figlia e far
ricadere nel baratro della solitudine la madre. Un giorno, in occasione del suo trasferimento ad un’altra clinica, Danielle scappa.

 

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